L'equivoco

8 AGO 20
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In Italia c'è un grande equivoco. La crisi del 2008 ha in genere portato alla riscoperta dell'intervento pubblico. Subito un po' tutti se ne sono fatti cantori anche da noi. Il problema è che abbiamo saltato il passaggio precedente nel senso del maggior disimpegno dello Stato. Da noi le privatizzazioni non sono state altro che creazioni di monopoli privati; la concorrenza non esiste; le amministrazioni mettono becco ovunque e, in cambio della loro mediazione, generano circuiti non certo virtuosi che, fra l'altro, sono persino giustificati nel momento in cui i nostri imprenditori vogliono giocare sempre sul sicuro. Di cosa c'è bisogno? Del passo indietro del pubblico. Quanto all'assistenza per i più deboli, divenuta la sede del rancore sociale con la concessione di servizi e aiuti a chi non li merita, va trasformata totalmente in senso sempre più circoscritto a realtà facilmente controllabili (rioni, quartieri).